Approfondimenti & Curiosità

Intervista al Prof. Rolando Dondarini

[prod. Mazzanti Media Bologna]


EstroVersi è l’Associazione di Promozione dell’Arte e della Cultura  di Bologna che Venerdì 30 settembre alle ore 21.00 presso la Chiesa di San Filippo Neri manderà in scena L’accoglienza delle madri: la Misericordia dai tempi dell’Annunciazione, poemetto di Cinzia Demi, drammatizzato da Ivano Marescotti e dall’autrice con le musiche di Paolo Santoro.

Accogliere significa donare parte di se stessi all’altro. Questo lo sa bene ogni madre che accoglie il proprio figlio, qualunque esso sia, che si dona a lui in qualunque situazione si trovi. E questo racconta il primo capitolo del libro di Cinzia Demi “Maria e Gabriele. L’accoglienza delle madri” (Puntoacapo, 2015) nel quale La casa di Maria – assumendo il ruolo del Convitato di pietra – ricorda al lettore di quante specie di accoglienza è capace una madre. L’Archetipo della figura materna, Maria di Nazareth, viene poi raffigurato – con lo scorrere dei capitoli -nelle varie sfaccettature di cui si compone: nella sua dimensione umana, di ragazza che cerca un abito da sposa nell’imminenza delle sue nozze, di donna che osserva il proprio uomo e che si turba davanti alla presenza di uno sconosciuto che le piomba in casa e la guarda, di umile serva che accoglie il volere del Signore, nella sua dimensione sacra di Apostola che loda per le strade del mondo la consapevolezza della propria missione di madre estendendone il significato a tutte le madri in un superbo Magnificat rivisitato per l’occasione. Anche Gabriele assume in questa narrazione poetica sfumature diverse a seconda: che sia ragazzo sceso sulla Terra e desideroso di conoscere gli usi e i costumi dei suoi coetanei, che sia uomo che si invaghisce di una ragazza non sapendo che è colei alla quale dovrà portare l’Annuncio, di Arcangelo che ceda al più ben alto compito affidatogli riprendendo il cammino con riflessioni filosofiche sul destino dell’uomo, affidandosi anche alla visione realistica del mondo animale. Questo lavoro per la liricità che lo contraddistingue, la musicalità dei versi e l’alto valore simbolico si presta bene a una lettura scenica
Insieme all’autrice, non certo nuova alla poetica che cerca punti di contatto tra il sociale e il sacro, e che interpreta il ruolo di Maria, presterà la sua voce a Gabriele un volto notissimo del Cinema del Teatro e della Televisione: l’attore Ivano Marescotti che, con la bravura della sua interpretazione, siamo certi, restituirà al pubblico una splendida figura di Arcangelo Gabriele. A completare la realizzazione dell’opera saranno le musiche per chitarra di Paolo Santoro, giovane maestro diplomato al Conservatorio G. B. Martini di Bologna.
L’evento, abbinato anche alla mostra personale di Maurizio Caruso “Sei tavole all’ombra del Guercino, visibile proprio fino al 30 settembre, è inserito nel programma della Festa Internazionale della Storia, è stato realizzato grazie alla disponibilità del Preposto Padre Riccardo Pola e di Padre Carlo Maria Veronesi, e si avvale del contributo organizzativo delle Associazioni EstroVersi e Reginella di Bologna.

Riguardo l’opera messa in scena, intervistando l’autrice, la poetessa, critica e giornalista Pierangela Rossi scrive sulle pagine culturali dell’Avvenire di giovedì 22 ottobre 2015, :

Come in un vangelo apocrifo, l’immaginazione di Cinzia Demi ricama intorno allo sguardo intenso certo, soprannaturale e umano, che corre tra l’angelo Gabriele e la purissima Maria, un attimo prima dell’Annunciazione. Cinzia Demi (già autrice di Ero Maddalena, attivissima e generosa promoter culturale) ritorna su persone del vangelo e in questo Maria e Gabriele. L’accoglienza delle madri (Puntoacapo, pp96, euro 11)sceglie un tema cruciale, quello dell’Incarnazione, con tutti i rischi del caso. Nel turbamento di Maria davanti all’Angelo, noi non sappiamo quali pensieri siano passati. Certo è che un coinvolgimento di sguardi tra i due protagonisti è puramente fantastico, una licenza poetica appunto.
Così lo spiega Cinzia Demi: “C’è in quel momento prima dell’Annuncio, in cui i due personaggi sono un ragazzo e una ragazza, sono insomma umani, un qualcosa che rappresenta uno dei più grandi misteri. Per me, in quello sguardo prima delle parole c’è tutto. Fra i tanti ritratti di pittori di tutti i tempi, uno in specie mi ha colpito: quello dell’Annunciazione di Gentileschi padre, dove il color porpora delle guance dei due giovani fa immaginare un coinvolgimento passionale oltre che emotivo. Le parole, a cui dovranno ubbidire, per me vengono dopo e non si discutono certo, ma lo sguardo è un grande contenitore dell’accoglienza anche se comporta un sacrificio, una rinuncia.”
Comunque preponderante nel libro è il mistero dell’Annunciazione, il Magnificat, l’accoglienza delle madri (come Elisabetta). E la poesia di Cinzia Demi è maturata immaginifica come simbologia e situazioni (la tenerissima Maria che guarda abiti da sposa al mercato, promessa a Giuseppe). Immagina anche che la casa, quella santa casa, parli oltre i suoi silenzi di pietra. Maria è “umiltà fatta mistero” (“e abbasso la testa/per te una liberazione/un’indecisione che straripa/per me un’ Annunciazione”).
E ancora “l’anonimato della tua ingenuità/concepirai partorirai/nel tuo corpo sarà/l’incontro tra la fede e l’umano”. E poi c’è l’altro grande tema del libro, l’accoglienza delle madri (come Maria, come Elisabetta). “L’accoglienza” dice ancora Cinzia Demi “è un tema di cui si sente parlare in continuazione. Io l’ho ricreato nella figura della madre. Specie nel primo capitolo si trovano concettualmente tutti i tipi di accoglienza che le madri adottano con i propri figli anche quando sono malati, drogati, in carcere, anche quando nascono o muoio no o arrivano sui barconi… E la storia di Maria raccoglie tutte in queste storie”.-

 


Barbara Frale, storica ed esperta di documenti antichi, è ufficiale dell’Archivio Segreto Vaticano. Studiosa dei Templari e delle crociate.

Ha pubblicato:

  • Le pergamene dell’Archivio comunale di Bolsena. Mostra documentaria, Bolsena: Dromos, 1994
  • Orte 1303-1367. La città sul fiume, Manziana: Vecchiarelli, 1995 – ISBN 88-85316-57-3
  • L’ultima battaglia dei Templari. Dal codice ombra d’obbedienza militare alla costruzione del processo per eresia, Roma: Viella, 2001 – ISBN 88-8334-037-X
  • Strategia di un delitto. Filippo il Bello e il cerimoniale segreto dei Templari, Firenze: Giunti, 2001 – ISBN 88-09-02052-9
  • Il papato e il processo ai Templari. L’inedita assoluzione di Chinon alla luce della Diplomatica pontificia, Roma: Viella, 2003 – ISBN 88-8334-098-1
  • I Templari, Bologna: Il Mulino, 2004 – ISBN 88-15-09798-8
  • I Templari e la sindone di Cristo, Bologna: Il Mulino, 2009 – ISBN 978-88-15-13157-7
  • La sindone di Gesù Nazareno, Bologna: Il Mulino, 2009
  • Il Principe e il Pescatore, Milano: Mondadori, Le Scie. Nuova Serie, 2011 – ISBN 88-04-60901-X
  • La Lingua Segreta degli Dei, Milano: Mondadori, 2012 – ISBN 978-88-04-61612-2, primo romanzo della Frale

venerdì 30 ottobre 2015 a BOLOGNA , nella Sala Asinelli dell’Hotel Corona d’Oro, in Via Oberdan, 12, alle Ore 17.00 terrà una conferenza dal titolo “La leggenda nera dei Templari”


Sala Stabat Mater 19 ottobre 2015 h. 9:30

Video

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6 ottobre 2015: Il Relatore

Nell’ambito delle celebrazioni per il nono centenario dalla morte di Matilde di Canossa si terrà oggi a Bologna in Cappella Farnese la conferenza dal titolo “Gli specchi di Matilde. La contessa nelle fonti epistolari, narrative e trattatistiche” del Dottor Eugenio Riversi dell’Università di Bonn.

Il relatore si è laureato a Bologna con il Prof. Glauco Maria Cantarella, si è perfezionato con un dottorato di ricerca presso l’Università di Pisa; è stato borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici “Benedetto Croce” e dell’Istituto Storico Germanico di Roma. Dopo essersi specializzato come insegnante di storia e filosofia presso l’Università di Bologna e come insegnante di sostegno presso l’Università Cattolica di Milano, dal 2011 è collaboratore scientifico presso la cattedra di storia medievale dell’Università di Bonn, tenuta dal Professor Matthias Becher. È attualmente inserito in un progetto di ricerca, giunto alla fase conclusiva, centrato su retorica e sfera pubblica durante la lotta per le investiture.
Si è prevalentemente occupato di Matilde di Canossa e, in particolare, della sua coeva biografia, il poema epico-storico di Donizone, sul quale ha pubblicato. I suoi attuali interessi di ricerca si concentrano oltre che sulla storia delle donne, anche sulla documentazione pontificia e sulla storia dell’eresia.

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